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Entra nel vivo il concorso Pnrr2 per diventare insegnanti di ruolo con prove più snelle di quelle tradizionali: pochi giorni fa, il 19 febbraio sono stati 36mila i candidati che hanno svolto la prova scritta, per aggiudicarsi 8.355 posti da maestro della scuola di Infanzia e Primaria; tra martedì e giovedì, dunque tra domani (25 febbraio) e il 27 febbraio, sarà la volta dei 202.328 per la secondaria di primo e secondo grado, che dovranno contendersi le 10.677 cattedre messe a bando. Seguirà la prova finale orale, nei prossimi mesi, solo agli ammessi: si prevede che il concorso possa terminare entro il 2025, anche perché nel prossimo anno è già prevista l’indizione della procedura Pnrr3.
Il sindacato Anief si è già pronunciato negativamente su questo genere di reclutamento: ancora di più perché si stanno svolgendo le verifiche del secondo concorso per docenti Pnrr, quando il primo concorso è ancora in corso di svolgimento per molte classi concorsuali e in più di una regione. “In tutto – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – con tre concorsi Pnrr si andranno ad assegnare, se va bene, non più di 70 mila cattedre: solo che questi posti non copriranno nemmeno il turn over e non si può certo dire che andranno a risolvere il problema del precariato. A quello, confidiamo vivamente che ci pensi il Governo, che proprio in queste ore ha ricevuto comunicazione del sì alla petizione presentata lo scorso autunno da parte di oltre cinquanta supplenti per chiedere la reintroduzione in Italia del doppio canale di reclutamento, con utilizzo in contemporanea delle graduatorie di merito dei concorsi ordinari e di quelle per titoli ed esperienza (GPS) dove sono collocati i docenti precari storici”.
“Continuano ad essere in atto, inoltre, le interlocuzioni del Ministero dell’Istruzione con gli uffici della Commissione europea, per gli adeguamenti sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Come rimane da risolvere la mancata assunzione degli idonei che tranne per i concorsi Pnrr in tutte le procedure concorsuali sono sempre andati a finire nelle graduatorie di merito: rimane anche questa una stortura intollerabile per la quale serve una soluzione a breve. In caso contrario – conclude Pacifico – il contenzioso non potrà che aumentare”.
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